l legame tra età e insorgenza dei tumori è da tempo oggetto di studio. L’invecchiamento rappresenta infatti uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo del cancro, per lo più a causa dell’accumulo di mutazioni genetiche e della progressiva riduzione della capacità dell’organismo di riparare i danni cellulari. Secondo le statistiche, ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 395 mila nuovi casi di tumore e il 60% dei pazienti oncologici ha più di 65 anni. Solo il 10% dei casi interessa persone sotto i 49 anni, mentre il 39% riguarda la fascia tra i 50 e i 69 anni. C’è una relazione complessa e non del tutto chiara tra invecchiamento cellulare, danni cumulativi sul Dna e altri meccanismi
In Italia, l’aspettativa di vita media si attesta intorno agli 82 anni, ma solo 71 di questi vengono vissuti in buona salute, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ciò significa che negli ultimi dieci anni di vita la probabilità di sviluppare patologie legate all’invecchiamento, tra cui il cancro, è molto elevata. Attualmente, oltre il 25% della popolazione italiana ha più di 65 anni, e questa quota è destinata ad aumentare nei prossimi decenni, il che si tradurrà in una sfida epocale per la sanità pubblica. Ma ci sono anche buone notizie.