Salernitana, ardono le fiamme della retrocessione

Tre punti dalla zona playout, quattro dalla zona salvezza. La domenica di serie B cristallizza la classifica e la situazione della Salernitana. Il ko del Brescia a Palermo permette di lasciare a 30 la quota per tirarsi fuori dall’incubo retrocessione. Un piccolo sospiro di sollievo che alimenta però i rimpianti per l’incredibile occasione avuta tra le mani a Cesena ed invece cestinata nel peggiore dei modi.
Quei maledetti undici metri che hanno condannato Cerri e la squadra granata (terzo errore dal dischetto in stagione come nell’annata 2020-2021 che fu coronata con la promozione in serie A), incapace di reagire dopo l’errore del numero 90, perdendo testa, partita e ora anche autostima. Una mazzata pesantissima, ingoiata a fatica, nonostante le parole che il direttore sportivo Marco Valentini ha destinato alla squadra immediatamente dopo il triplice fischio finale della sfida del Manuzzi.
A Breda il compito arduo di provare a resettare tutto, cancellare una parentesi amara in una partita decisa dagli episodi, annullando anche la prestazione di carattere e mestiere della squadra granata. Ci si rifà anche agli amarcord che la serie B ha recentemente consegnato in archivio: l’ultimo in ordine temporale permette di fare un paragone con lo Spezia, ora terza in classifica ma lo scorso anno costretta a convivere con le fiamme della serie C. (La Città)
Arechi-Volpe, c’è un altro stop: Matarrese ricorre al Tar
Nell’ultracentenaria storia dell’ippocampo, i tifosi della Salernitana – soprattutto nell’ultimo trentennio – sono entrati in contatto diretto con termini che, col calcio, dovrebbero centrare davvero poco e che riguardano aspetti tecnico-amministrativi della quotidianità. E così gli innamorati pazzi della Bersagliera hanno conosciuto il significato (non solo letterale) di fideiussione. Oppure sanno spiegare come dei perfetti agenti di piazza Affari cose come trustee o blind trust. Gli effetti dell’impatto – sempre più forte – dell’economia e dei soldi sul calcio.

E, adesso, i supporters granata sono pronti ad aggiungere al loro vocabolario un altro termine, di uso comune solo per chi si occupa di appalti: avvalimento. La parola che indica la facoltà di un operatore economico di sfruttare requisiti e servizi di un’altra società per soddisfare le richieste del capitolato di un bando è la chiave che scriverà il futuro del restyling dello stadio Arechi e della riconversione del campo Volpe, la maxi opera finanziata dalla Regione Campania con 103 milioni di euro che l’Arus, l’Agenzia regionale per lo sport, sta curando per conto dell’Ente di Palazzo Santa Lucia: proprio l’utilizzo dell’avvalimento da parte del gruppo guidato dal Consorzio Energos che si è visto aggiudicare l’appalto nelle scorse settimane è finito – di nuovo – nel mirino della seconda classificata, la cordata guidata dalla Matarrese, che dopo aver segnalato con una diffida la questione all’Arus e in seguito alla mancata risposta, non si è fermata. Facendo piombare il progetto per Arechi e Volpe nel limbo: venerdì, infatti, i legali del gruppo guidato dalla big delle costruzioni barese hanno presentato il ricorso al Tar di Salerno per chiedere, in primis, la sospensione dell’aggiudica del bando.
L’udienza davanti ai giudici del tribunale amministrativo di largo San Tommaso è fissata – salvo slittamenti – per il prossimo 12 marzo: sarà una giornata cruciale per capire se i lavori potranno davvero prendere il via – come da diktat del governatore Vincenzo De Luca – in primavera. Oppure bisognerà attendere ancora, incappare in un altro – l’ennesimo – rallentamento dopo le varie frenate causate da ritardi nella progettazione e, soprattutto, dalla difficoltà di reperire i fondi per coprire le spese necessarie ai cantieri.(LaCittà)
Cesena-Salernitana, Breda: «Condannati da episodi»
«Questa sconfitta non va accettata supinamente, dobbiamo reagire senza trovare alibi sapendo che potevamo fare di più e di meglio».Roberto Breda è molto amareggiato dopo la sconfitta maturata nel finale sul campo del Cesena.
«Abbiamo fatto un’ottima pertita sul piano della personalità e del controllo del campo, però dal punto di vista degli episodi è andato tutto al contrario, purtroppo. Bisogna solo continuare su questa strada e crederci, perché mancano ancora dieci partite. – ha detto l’allenatore in conferenza stampa – Puoi sbagliare il rigore, ma la partita dopo deve finire 0-0. Alcune volte anche un punto, per come è andata la gara, diventa importante. C’è tanto rammarico per non aver portato a casa punti dopo questa prestazione».
Il penalty fallito da Cerri è stato episodio chiave in negativo: «Alberto è andato diretto sulla palla, non sbaglia soltanto chi non ha il coraggio di tirare. Era un rigore pesante, però non bisogna commettere l’errore di trovare colpevoli. Piuttosto, non mi è piaciuto il fatto che appena dopo abbiamo cominciato a subire gli eventi e gli attacchi avversari. L’episodio negativo ci ha tolto la concentrazione ed ha cacciato via le tante cose fatte bene fino a quel momento. La squadra ha bisogno di punti, ha fatto di tutto per portarne a casa tre da Cesena. Il rischio di un contraccolpo psicologico c’è ma non possiamo permetterci di averne e bisogna tornare a lavorare con la voglia di riscattarci immediatamente. Lo stato d’animo è quello che è adesso, vale per tutti. Bisogna fare le cose giuste, senza fare troppo chiacchiere. Siamo uniti nell’insoddisfazione e nel percorso che dobbiamo fare fino alla fine. Non molliamo».
Il messaggio finale del tecnico si tifosi granata: «Siamo noi che abbiamo l’obbligo di fare le prestazioni e migliorarle sempre di più. So che Salerno è conscia del momento difficile e possiamo uscirne solamente tutti insieme, lavorando senza risparmiarci in nulla. Questo gruppo ha tutte le possibilità per raggiungere la salvezza».(LaCittà)

Salernitana, apertura di Milan ai tifosi
A domanda accorata pronta risposta. La Salernitana ha accettato un incontro chiarificatore con parte del tifo organizzato granata, che potrà spronare Cerri e compagni anche in occasione di un allenamento a porte aperte. È stato Maurizio Milan a dare seguito all’appello dei giorni scorsi del Centro di Coordinamento Salernitana Clubs, come comunicato nella giornata di ieri dallo stesso direttivo presieduto da Riccardo Santoro. “Siamo soddisfatti dalle parole espresse dall’amministratore delegato rispetto non solo alla nostra richiesta, ma anche al valore aggiunto che la tifoseria salernitana rappresenta nel panorama nazionale. La società si è detta disponibile ad un confronto anche allargato alle altre componenti del tifo organizzato, la cui data sarà decisa a stretto giro”
.
Un anno dopo
Il mese di marzo, invece, dovrebbe segnare il ritorno di un allenamento a porte aperte che all’Arechi manca esattamente da un anno, lo scorso 8 febbraio, quando dopo il ritorno di Walter Sabatini nel ruolo di dg e gli arrivi di Jerome Boateng e soprattutto Kostas Manolas (presentato ai tifosi proprio in quel giorno), sembravano poter dare nuova linfa alla corsa salvezza. “Sarebbe l’occasione per far ricevere alla squadra l’affetto e il sostegno della gente di Salerno anche durante il lavoro settimanale”.
(LaCittà)

Salernitana, maxi squalifica per Tello: schiaffo al quarto uomo
Stangata per Andrés Felipe Tello. Il Giudice Sportivo lo stoppa per cinque giornate dopo l’espulsione, direttamente dalla panchina, nella gara contro il Sassuolo.
Nelle motivazioni che hanno portato alla maxi squalifica si legge: «Per avere, al 47° del secondo tempo, avvicinandosi con fare minaccioso, colpito con uno schiaffo la mano del Quarto Ufficiale in segno di dissenso nei confronti di una decisione arbitrale; all’atto del provvedimento di espulsione applaudiva in maniera ironica il direttore di gara».
