Nell’ultracentenaria storia dell’ippocampo, i tifosi della Salernitana – soprattutto nell’ultimo trentennio – sono entrati in contatto diretto con termini che, col calcio, dovrebbero centrare davvero poco e che riguardano aspetti tecnico-amministrativi della quotidianità. E così gli innamorati pazzi della Bersagliera hanno conosciuto il significato (non solo letterale) di fideiussione. Oppure sanno spiegare come dei perfetti agenti di piazza Affari cose come trustee o blind trust. Gli effetti dell’impatto – sempre più forte – dell’economia e dei soldi sul calcio.

E, adesso, i supporters granata sono pronti ad aggiungere al loro vocabolario un altro termine, di uso comune solo per chi si occupa di appalti: avvalimento. La parola che indica la facoltà di un operatore economico di sfruttare requisiti e servizi di un’altra società per soddisfare le richieste del capitolato di un bando è la chiave che scriverà il futuro del restyling dello stadio Arechi e della riconversione del campo Volpe, la maxi opera finanziata dalla Regione Campania con 103 milioni di euro che l’Arus, l’Agenzia regionale per lo sport, sta curando per conto dell’Ente di Palazzo Santa Lucia: proprio l’utilizzo dell’avvalimento da parte del gruppo guidato dal Consorzio Energos che si è visto aggiudicare l’appalto nelle scorse settimane è finito – di nuovo – nel mirino della seconda classificata, la cordata guidata dalla Matarrese, che dopo aver segnalato con una diffida la questione all’Arus e in seguito alla mancata risposta, non si è fermata. Facendo piombare il progetto per Arechi e Volpe nel limbo: venerdì, infatti, i legali del gruppo guidato dalla big delle costruzioni barese hanno presentato il ricorso al Tar di Salerno per chiedere, in primis, la sospensione dell’aggiudica del bando.
L’udienza davanti ai giudici del tribunale amministrativo di largo San Tommaso è fissata – salvo slittamenti – per il prossimo 12 marzo: sarà una giornata cruciale per capire se i lavori potranno davvero prendere il via – come da diktat del governatore Vincenzo De Luca – in primavera. Oppure bisognerà attendere ancora, incappare in un altro – l’ennesimo – rallentamento dopo le varie frenate causate da ritardi nella progettazione e, soprattutto, dalla difficoltà di reperire i fondi per coprire le spese necessarie ai cantieri.(LaCittà)